Fondo Plinio Fraccaro

 

Il progetto

Il fondo “Plinio Fraccaro” contiene i volumi provenienti dalla biblioteca di Plinio Fraccaro, docente di Storia antica presso l’Università di Pavia dal 1915 al 1953 e diverse volte eletto Rettore, carica che seppe ricoprire con impegno e capacità non comuni portando l’Ateneo al periodo di massimo splendore del Novecento.
La collezione, ora conservata presso Biblioteca di Studi Umanistici “Francesco Petrarca” dell’Università di Pavia, annovera, tra l’altro, un nucleo ragguardevole di opere che costituiscono una preziosa documentazione sulla storia locale in particolare di area padana, i “Rari di storia locale”, che comprendono esemplari librari di grande ricchezza per contenuto, copertura temporale, finezza e rarità delle edizioni, talvolta riccamente illustrate.

Per valorizzare l’interesse storico e artistico dei “Rari di storia locale” e preservare i preziosi documenti è stato elaborato un progetto di digitalizzazione che ha potuto essere realizzato grazie al contributo finanziario della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e a una quota di finanziamento residuale erogata dal CILEA (Consorzio interuniversitario lombardo per l’elaborazione automatica) su fondi UMTS del Ministero per i beni e le attività culturali.

Sono stati selezionati  circa 200 volumi rari editi tra il XVI e il XIX secolo che documentano significativamente la storia dell’area padana, soprattutto lombardo-veneta: le immagini digitali ammontano a oltre 160.000 file TIFF, descritti con un set di metadati MAG.

La consultazione dei documenti avviene tramite l’interfaccia Navigator, inclusa nella piattaforma del software Codex[ml], un sistema integrato modulare che permette l’archiviazione e la fruizione su interfaccia web di oggetti digitali, sviluppato dal CILEA nell’ambito del progetto “Piano territoriale di potenziamento del Servizio bibliotecario nazionale – Regione Lombardia” finanziato su fondi UMTS del Ministero per i beni e le attività culturali.

La fruizione

La visualizzazione delle immagini digitali è libera e avviene utilizzando la maschera di navigazione di Codex[ml] attivabile dai risultati della ricerca in  OPAC; per ogni documento è mostrata una struttura ad albero che corrisponde alla mappa strutturale dell’opera: scorrendo l’albero si possono selezionare le pagine e visualizzarle con un’alta risoluzione.

Servizi aggiuntivi di fruizione (document delivery, download e riutilizzo delle immagini) sono in fase di definizione.

 

 

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